La Mamma su iPad il 30 Ottobre 2026
Nel letto senza notte né timone
annega il tempo. Affondi. In superficie
un’eco di tifoni… sei felice:
ti cercano — ma forse è un’illusione.
Le palpebre, qual sindone beata,
ti fasciano nel corpo e dentro l’alma:
laggiù consolazione quiete calma,
lassù suture aghi martoriata.
Nel naufragare opaco, la corrente,
pariglia del destino mattacchione
ti scivola lontano; una canzone
ti desta, ti solleva e come niente
sei qui - dicono gli occhi. Le tue mani
in quelle nostre piene di speranza;
e siamo a te d’intorno con costanza
a dirti dell’amore che domani
ritorna a quel che ieri ha dato tanto,
a dirti di lottare alacremente
per còlere tua vita amatamente.
Un mese o quasi… ed ecco l’atro manto
levarsi grazie ai tasti di uno schermo
e sussurrare “Grazie”: un punto fermo
che è sintesi di mutuo sentimento
che è inizio della fine di un tormento.