Si stavano, fratelli, come tepali
di tulipano attorno al dolce stimma
in ospedale, al letto della Mamma;
lei forte, loro forse un po’ più deboli
di quanto non avrebbero voluto.
Avrebbero voluto che sentisse
il carico d’affetto, che riuscisse
a uscire da quel guaio senza aiuto.
Si stava lei, cantando con le ciglia,
con cenni della mano insieme a loro
i salmi di Turoldo, ancora in coro
come una volta, macinando miglia
o prima della nanna.
Questo fiore
risorgerà in eterno, nell’Amore.
