Voyages

Salta su un raggio di luce π‘Žπ‘£π‘’π‘ π‘šπ‘œπ‘–
cavalchiamo l’eterno e zippiamo
il principio e la fine in un π‘žπ‘’π‘–

O magari nel buio π‘™π‘Ž π‘šπ‘Žπ‘–π‘› π‘‘π‘Žπ‘›π‘  π‘™π‘Ž mano

spariamo nemmeno sapremo se siamo
partiti o arrivati pensavo nell’ora
di punta sul treno 𝑐’𝑒𝑠𝑑 π‘Μ§π‘Ž al chiaroscuro
di strade di vita piccine π‘Ÿπ‘œπ‘’π‘‘π‘–π‘›π‘’π‘  π‘œπ‘’Μ€ nessuno
si chiede perchΓ© su uno schermo l’assenza
di cose uno Γ¨ stanco si vede dal nulla
negli occhi e quell’altra le labbra socchiuse
coreuta remota al concerto π‘‘π‘œπ‘€π‘›π‘™π‘œπ‘Žπ‘‘π‘’π‘‘
ignora il π‘π‘œπ‘šπ‘šπ‘’π‘‘π‘’π‘Ÿ che ciarla nel campo
d’occulto microfono π‘™π‘œπ‘’π‘‘ e d’un tratto

il vagone si π‘ π‘‘π‘œπ‘

Barcolla stupito il reale
fatica a star dietro al virtuale
quel viaggio a puntate ci spiega perΓ²
che π‘’π‘ π‘–π‘ π‘‘π‘–π‘Žπ‘šπ‘œ

ancora
π‘π‘’π‘Ÿβ„Žπ‘Žπ‘π‘ 
per un po’

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